Gli italiani non leggono.
È un dato di fatto, non occorre essere scrittori per saperlo. A me basta vedere i miei compagni di classe che pur frequentando il Classico non conoscono la differenza fra Virgilio e Cicerone e pensano che l’Asino d’Oro sia il nome di un ristorante.
Così ora cosa sfodera Amazon?
È un dato di fatto, non occorre essere scrittori per saperlo. A me basta vedere i miei compagni di classe che pur frequentando il Classico non conoscono la differenza fra Virgilio e Cicerone e pensano che l’Asino d’Oro sia il nome di un ristorante.
Così ora cosa sfodera Amazon?
Le letture dei vip!
Non sto scherzando, purtroppo è vero. Come apri la pagina principale di
Amazon compaiono le facce di quattro vip (la maggior parte in declino) e se
clicchi sopra finisci in un’altra pagina dove ti vengono svelate le loro
letture, il tutto allo scopo di indurre la pletora non leggente a comprare i
libri dei loro divi preferiti.
Se questa doveva essere una campagna per invogliare alla lettura, direi
che non ci siamo.
È stupida, condizionante e abbassa alla mediocrità infima il livello di conoscenza letteraria che una persone dovrebbe avere.
È stupida, condizionante e abbassa alla mediocrità infima il livello di conoscenza letteraria che una persone dovrebbe avere.
Va bene per il lettore medio italiano, che si accontenta di titoli
famosi (tipo “Il nome della rosa” che Tiziano Ferro dice di leggere... ma chi
ci crede!) che non porterà mai a termine o dei “best seller” scritti dagli
sportivi (Dovizioso leggere la biografia di Agassi. C’è da stupirsi? Hanno lo stesso
numero di cellule neuronali: zero) oppure le classiche “50 sfumature di...”
lette da tale Anna Falchi (ho capito che è una finlandese cui si sono
sviluppati i seni in tarda età).
Aveva ragione Paolo
Villaggio quando diceva che gli italiani
sono sempre Fantozzi e Fracchia, ma quei due, con tutti i loro guai, stavano
meglio degli italiani d’oggi. Erano sfigati ma non infelici. Oggi gli italiani
sono sfigati e infelici.
